Soledad: solitudine, la solitudine del commissario Ricciardi, che ha perduto l’amatissima moglie Enrica , ma anche il titolo del tristissimo tango di Carlos Gardel, cantato dalla fascinosa  Livia Lucani, temporaneamente riparata in Argentina.

Chi apprezza la serie non rimarrà deluso: non manca nessuno tra i personaggi che attorniano il tenebroso e affascinante Ricciardi : Maione, Garzo , il dottor Modo,  Nelide… Chi non sa di cosa si sta parlando ha diverse alternative: o legge la serie dall’inizio, o recupera la sua trasposizione televisiva  su Ray Play,( Lino Guanciale è ormai Ricciardi, come Zingaretti è Montalbano) o si legge l’esaustivo  riassunto che Wikipedia propone.

De Giovanni può piacere o no, ma fa parte ormai della cultura popolare italiana, ha uno stile unico e riconoscibile, ridondante e musicale,  echeggiante la parlata napoletana,  sottolineato anche dalla ripetuta citazione di una canzone che accompagna ogni romanzo e ne diventa il leitmotiv.
Anche qui c’è ovviamente un caso da risolvere, l’assassinio di una ragazza, Erminia Cascetta, bella, spregiudicata e piena di vita.
Ma l’ombra oscura del disastro imminente incombe sull’ Italia: la vicenda è ambientata nel dicembre del 1939. Ormai non ci può illudere che sia sufficiente non schierarsi, limitarsi a far bene il proprio lavoro, penetrare negli abissi dell’animo umano, come solo Ricciardi sa fare per un terribile dono che la madre gli ha trasmesso. La tragedia della guerra imminente, dell’ intensificarsi della brutalità della dittatura fascista, delle leggi razziali colpisce anche chi crede di essere al riparo. Il dottor Modo (antifascista della prima ora)  avrà presto la sua amara rivincita.
Nessuno è più al sicuro, tutti sono vittime o lo saranno a breve. I casi polizieschi che Ricciardi si è trovato ad affrontare e, naturalmente a risolvere, impallidiscono di fronte ai delitti ben piu’ gravi dei dittatori che stanno trasformando l’Europa in un immenso cimitero.