L’autrice Thrity  Umrigar è nata a Bombay, ma risiede negli Stati Uniti come la  protagonista del libro, Smita, una giornalista americana di origine indiana. Smita non rimpiange  il suo paese d’origine, dove ha vissuto fino all’adolescenza, ma è costretta a tornarvi per aiutare un’amica e collega, Shannon,  che si è infortunata. Deve continuare a raccontare per il suo giornale la storia di Meena, di cui si stava occupando Shannon.  Meena è una donna indù duramente perseguitata dalla sua stessa famiglia per aver sposato, per amore, un giovane musulmano ed avere avuto con lui una figlia. Nella storia di Meena, una vera eroina che ha sfidato ancestrali e atroci regole per affermare il diritto di decidere della sua vita, Smita rivive il dramma che ha segnato la sua famiglia. costringendola ad emigrare.
Una storia drammatica e avvincente, che purtroppo affronta un argomento di grande attualità. Nell’ India di Narendra Damodardas Modi, primo ministro dal 2014, il fondamentalismo induista  si è via via intensificato. E’  ormai un paese sempre più lontano dagli ideali laici e pacifisti su cui aveva costruito la propria indipendenza sotto la guida di Ghandi e Neheru, dove i musulmani e i cristiani sono perseguitati, dove il sistema castale è più che mai osservato, anche se legalmente abolito. …dove l’omicidio per dote, il rogo della sposa e i casi di molestie sessuali sono diffusi, afferma Umrigar nel prologo.
Smita detesta per questo il suo paese di origine, ma allo stesso tempo, dopo il suo ritorno,  si rende conto di  amarlo profondamente, riscoprendone  i profumi, i paesaggi, la cultura, la gente.